"Guarda la luce negli occhi di un bambino, osservane la purezza la voglia di scoprire;
l’innocenza guardala attentamente fanne tesoro proteggila.
S
olo loro riescono a rimetterti in pace col mondo, l’unica ragione per cui valga la pena di vivere
Se solo non rovinassimo tutto crescendo..."

mercoledì 12 febbraio 2014

Lo stupore dei bambini


Trattando della semplcità del bambino, mi è sembrato originale pubblicare questo video che argomenta un tema che oggi giorno viene messo in discussione secondo molteplici profili quale quello Cattolico e Politico. Un tema che ai nostri occhi comporta stranezza e disapprovazione per questo motivo trovo questo filmato una dimostrazione dell'autentica semplicità che governa in ogni bambino.
Un'innocenza che come già citato va oltre l'apparenza, supera i pregiudizi e scava nel profondo di ognuno di noi. Un mondo che appare ai loro occhi uguali e meraviglioso.
"Quindi l'importante è che ci sia amore?"
A questa domanda i bambini rispondono in modo molto semplice e sincero, il loro è un SI dettato dal volersi bene e dal reciproco aiuto.
Una semplice intervista che lascia stupore e fa riflettere; tutto per sottolineare ancora una volta che a volte basterebbe somigliare un pò di più a loro e guardare con occhi immersi nella loro semplicità infinita.
"I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato"  Keith haring

sabato 25 gennaio 2014

Semplicità, virtù da riscoprire (parte 2)

Nel post precedente si è parlato di semplicità, citando anche un importante autore quale Comte Sponville A. Incuriosita dalle parole citate nell'articolo scorso, mi sono informata sul pensiero dello stesso filosofo francese  il quale prediligeva le teorie filosofiche di Epicuro, Stoici e Spinoza. 
Egli propone una metafisica materialista, un'etica umanista. Riporto qui in seguito un importante passo dell'opera "Piccolo trattato delle grandi virtù", nel quale troviamo descritta la semplicità nella sua essenza; quella stessa innocenza tipica del bambino.


"Giudicarsi significa prendersi molto sul serio. Il semplice non si fa tante domande su se stesso. Perché si accetta così com'è? È già dir troppo. Non si accetta e non si rifiuta. Non s'interroga, non si contempla, non si considera. Non si loda e non si disprezza. È ciò che è, semplicemente, senza contorsioni, senza ricerche [...] - fa ciò che fa, come ognuno di noi, ma non vede in ciò ragioni per discutere, per commentare, nemmeno per riflettere. È come gli uccelli dei boschi, leggero e silenzioso sempre, anche quando canta, anche quando si posa. Il reale basta al reale, e questa semplicità è il reale stesso. Così, il semplice: è un individuo reale, ridotto alla sua espressione più semplice. Il canto? Il canto, talora; il silenzio, più spesso; la vita, sempre. Il semplice vive come respira, senza più sforzi né gloria, senza più effetti né vergogna. La semplicità non è una virtù che si aggiunge all'esistenza. È l'esistenza stessa, in quanto nulla vi si aggiunge. Sicché è la più lieve delle virtù, la più trasparente, e la più rara. [...] È la vita senza discorsi e senza menzogne, senza esagerazione, senza magniloquenza. È la vita insignificante, e la vera."



venerdì 24 gennaio 2014

Semplicità, virtù da riscoprire

"La semplicità è la virtù della persona che è priva di artificio e affettazione, che non finge e non è preoccupata della propria immagine o della propria reputazione, che non è mossa da calcolo, è trasparente e naturale. Ma per viverla bisogna tornare all’essenziale, semplificando tanti aspetti della propria vita."
Oggi giorno sempre più si ascoltano notizie legate alla distruzione dei valori umani; altelegiornale trascorrono fatti etici che descrivono l'uomo capace della distruzione del mondo e delle sue virtù. Ecco che mi sono permessa di ricorrere a questo spazio proprio per discuterne con tutti voi lettori. Partecipando ad un incontro religioso, l altro giorno si trattava proprio di questo argomento e il relatore portò in esame alcune parole di Don Bosco e non solo.
Si trattò appunto della modernità della vita in quanto di spettacolo e consumi, società sempre più complessa, che fa sentire forse in modo più acuto il bisogno di ritorno all’essenziale, di riduzione della complessità, di semplificazione della vita stessa. Una semplificazione che deve ripartire a partire dalle nostre relazioni interpersonali e dainostri stessi comportamenti nei confronti della realtà che ci circonda.

A questo discapito ecco che si arriva al fulcro della discussione proprio nel momento in cui si descrive la semplicità in sè. Si può affermare che essa si riscontra nella persona priva di artificio e affettazione, che non finge e non si preoccupa della propria immagine o della propria reputazione, in quanto è trasparente e naturale. Semplicità è autenticità, distacco, serenità, modestia; suoi opposti sono il narcisismo, la presunzione, il sussiego, il fasto, lo snobismo, l’artificio, la doppiezza, la complessità. La semplicità è quiete contro inquietudine, leggerezza contro gravità, spontaneità contro riflessione.
 "La semplicità non è una virtù che si aggiunge all’esistenza. È l’esistenza stessa, in quanto nulla vi si aggiunge. Sicché è la più lieve delle virtù, la più trasparente, e la più rara."      -Comte Sponville A.

Proprio parlando di semplicità si affaccia spontaneamente alla mente l’immagine del bambino: egli si presenta come una persona ridotta alla sua espressione più semplice, è la vita senza menzogne o esagerazioni, è libertà e leggerezza, è incuranza, è immediatezza. J. Guitton parla della semplicità – pur non in modo così diretto – quando, in un’immaginaria lettera a un bimbo piccolo, così si rivolge a lui: «I grandi ti insegneranno lo sforzo. Tu insegnerai loro l’atto dell’abbandono che si chiama grazia. Noi ti daremo le regole. Tu, in cambio, ci darai la tua fantasia, la tua innocenza. Ti imponiamo la nostra gravità, tu ci insegni l’allegria. Ti spieghiamo che tutto è più difficile di quanto tu creda. E tu insegni alle nostre fronti già coperte di rughe che tutto è più facile di quanto non si fosse creduto!». 




                                      







 

mercoledì 22 gennaio 2014

Amare insieme



"Vivi con i bambini ed imparerai ad amare. Così diventerai tu un bambino e più ancora: un essere umano. " -George W. Grooddeck  


Georg Walter Groddeck (1866- 1934) , medico, fisioterapista, ma soprattutto uomo di grande creazione e di intuito, ancor oggi non trova il consenso che merita. Egli si definì analista selvaggio, perché non volle seguire alcuna scuola. Nel 1920 scrisse il suo primo libro inerente allo sviluppo della psicanalisi. Si interessò soprattutto all' incoscio, il quale non poteva significare solo sogno ma giaceva anche su particolari movimenti che ogni persona quotidianamente svolgeva. Nel 1995 pubblicò un ulteriore importante libro, quale "Questione di donna", all'interno del quale ho ricavato questa bellissima affermazione. Un bambino trasmette purezza in ogni suo singolo movimento, gesto e conquista. Le parole usate dall'autore stesso possono farci capire quanto la presenza di un bimbo influenzi la vita dell'adulto; quanto una così piccola creatura possa rendere noi "grandi"migliori, ci aiutano ad essere veri e propri umani nell'amore e nella semplicità.





giovedì 6 settembre 2012

Un mondo fatato!

"Vorrei che i grandi
apprenddessero l'innocenza
dei bambini
In questo mondo
che non è fatto a misura
di bambino
Dove il pedofilo e inaguato
dove l'innocenza viena
calpestata dalla violenza
e dagli inganni
dei giorni nostri
dove spesso prevale l'egoismo
Vorrei che i grandi
apprendessero l'innocenza
dei bambini
E che questo mondo
assomigliesse al paese
delle meraviglie
dove la vita e un gioco
e la realtà cede il
posto alla fantasia
guardando sempre con
gli occhi di un bambino"

Proprio così,perchè si parla del paese delle meraviglie...quello stesso paese dove regna l'assoluta innocenza e semplicità che rende il mondo migliore e sorprendentemente meraviglioso.
C'è chi parla di fantasia,di un'utopia...c'è chi invece guarda con stupore e meraviglia quei piccoli angioletti colmi di sorpresa e sorride,sorride con semplicità e si guarda attorno con gli occhi che brillano. Brillano di magia,perchè è proprio questo l'effetto che i piccoli fanno su di noi, una magia innocente capace di portarci nel loro mondo fatato e non inventato,ma semplice visto con piccoli occhi diversi,un mondo che esiste davvero!


L'innocenza è la semplicità di un fiore, la purezza dell'acqua che può tramutarsi nel candore della neve. E' la virtù dell'essere spirituale: tutto ciò esprime la bellezza della creazione e quindi è immortale...

martedì 17 aprile 2012

"Il bambino con il pigiama a righe"

Una delle più grandi testimonianze che riporta il tema dell'innocenza del bambino, è data dal libro di John Bayne " Il bambino con il pigiama a righe" , proposto anche in versione filmato. Nonostante le mille difficoltà e i numerosi pericoli, due piccoli bambini hanno saputo costruire una forte amicizia.
Hanno omesso le violenze del campo di concentramento e tutto quello che stava attorno a loro, per lasciar spazio solo a ciò che di bello può essere percepito dello sguardo innocente di un bimbo.
I due fanciulli non si sono preoccupati delle diversità, di ciò che era il pensiero dei genitori; a Bruno, il protagonista del racconto, interessava solo avere un amico e aiutarlo a renderlo felice.
Con un semplice gesto di meno rispondono al terrore puro di quel periodo storico, sigillando la loro amicizia in quel tenero gesto carico di innocenza e complicità eterna.
Questa innocenza che ha dato la forza e il coraggio a due bambini così ingenui di trovare e raggiungere, anche se per pochi istanti, la felicità.
Lo si può chiamare esempio di vita, saper affrontare una così terribile situazione solo con la forza e il coraggio dell'amore, quell'ingenuità che ha accompagnato i due protagonisti ad essere innocenti: la stessa ingenuità che li ha portati alla pace e alla tranquillità eterna.

Fin da piccoli i bambini, non si rendono conto di quella che è la società, quali le mode, ciò che è giusto e sbagliato...non si preoccupano dell'aspetto esteriore delle persone,del colore della pella, delle diverse culture o pensierti politici. E' come se fossero dotati di un qualche potere speciale, un potere chiamato innocenza.

"Tuttavia ci sono momenti in cui un fratello ed un a sorella abbassano le armi per un istante e parlano da esseri civili."     [Bruno,dal film "Il bambino con il pigiama a righe" ]

venerdì 6 aprile 2012

Introduzione

Con la creazione di questo blog, ne approfitto per trattare di un tema che fin dalla scuola superiore ha suscitato in me stupore e meraviglia.A tutti noi è capitato spesso di osservare i bambini,vederli giocare in una realtà del tutto diversa dalla nostra. L'innocenza e la semplicità sono caratteristiche che fin dalla nascita sono proprie del bambino, una magica sensazione che lo fa vivere in un mondo tutto suo; un mondo così semplice, così fantastico dove tutto sembra essere una spettacolare magia.
Queste piccole creature sono perciò legate alla dimensione dell'innocenza per il loro essere innocuo, rendendo tutto un gioco magico e meraviglioso.
E' incredibile come un bambino riesca con un sorriso a trasmettere gioia e allegria. Dalle mie esperienze personali ho potuto sperimentare tutto ciò in prima persona e ho capito quanto i bambini siano piccole anime con un cuore immenso, pronte ad accogliere le persone a loro care, senza alcun rifiuto e/o pregiudizio.
Termino questa breve introduzione con delle parole prese dall'articolo "L'essenza della padronanza dell'amore" di Don Miguel Ruiz : 
"Se osservate i bambini di due o tre anni, vedrete che giocano e ridono tutto il tempo. La loro immaginazione è potente, il loro modo di sognare è un'avventura e un'esplorazione. Quando qualcosa non va per il verso giusto reagiscono e si difendono, ma poi non ci pensano più e si concentrano di nuovo sul momento presente, tornando a giocare e a divertirsi. Vivono nel momento. Non si vergognano del passato e non si preoccupano del futuro. Esprimono ciò che sentono e non hanno paura di amare.  I momenti più felici della nostra vita sono quando giochiamo come bambini. Da piccoli eravamo innocenti, e ci veniva naturale esprimere l'amore."